Mi sono reso conto di essere un viaggiatore quando…

“Tutti direte: le cose belle prima o poi finiscono. Non per chi si nutre di avventure, non per chi ha bisogno di questo per vivere. Come vedete, la figura dell’avventuriero è quella del perfetto imperfetto che ama essere tale. L’imperfezione ci rende belli, ci rende forti, ci rende desiderosi di completarci. Queste pagine vi faranno immergere in un mondo tanto imperfetto quindi, ma che daranno la perfezione a chi lo ha vissuto e a chi lo vivrà ancora. O a chi un giorno, prima o poi, farà di questa imperfezione un vanto da mostrare e da riempire, senza che questa, fortunatamente, si completi mai.”

(tratto dalla prefazione scritta da Riccardo Montaldi presente nel libro Curry, Buddha e Maratone. 365 giorni asiatici)

PAROLA AI VIAGGIATORI

Viaggiatore non si nasce, semplicemente un viaggiatore non muore mai!

Cosa ci rende speciali? I nostri racconti, le nostro foto, il fatto di saper emozionare chi ci sta ascoltando o vedendo. Un viaggiatore scopre di esserlo nel corso del tempo. Da solo va per la sua strada in cerca di avventure, di nuove esperienze che possano arricchire la sua sete di conoscenza, quello che non ha paura di fare il primo passo verso l’ignoto e che fa risplendere la sua persona. Questo è il motivo per cui questo incurabile e raro sognatore è un essere immortale.

COSA VUOL DIRE VIAGGIARE

In un periodo in cui si è dimenticato cosa voglia dire spirito d’avventura, mi ritrovo ad essere talvolta incompreso sotto il significato di VIAGGIARE. Vedo con occhi diversi ogni spiaggia, deserto o monumento che rimangono custoditi gelosamente dentro la mia testa; posso rivedere ogni frame di quello di cui mi sono nutrito viaggiando, posso respirare ogni profumo emanato dai luoghi in cui ho messo piede, mentre le mie orecchie ascoltano ancora i suoni di tutte le lingue.

DI COSA SI NUTRE UN VIAGGIATORE

Ho un cielo stellato sopra la mia testa, il Grande Carro sembra quasi muoversi, mentre solca il buio tra migliaia di stelle cadenti nella notte di San Lorenzo. Mi capita spesso, durante i miei viaggi, di starmene in silenzio e guardare vero l’alto. A volte mi domando come sia potuto arrivare in quel posto, o se nella mia vita avrei mai immaginato di poter fare qual viaggio o quell’avventura. Di cieli stellati ne ho visti parecchi: nel deserto indiano e giordano, in Myanmar, in Africa o in Corsica, dove mi trovo ora per lavoro. Mi domando quale sia stato l’evento scatenante che mi ha portato a viaggiare, a sentire il bisogno di staccare e volare altrove per scoprire una nuova personalità di me stesso e sentire l’emozione che un posto riesce a regalarmi.

India, Kenya, Cuba, Perù, Marocco, Giordania, Messico, New York, Sud-Est Asiatico, Nepal, Sri Lanka e gran parte d’Europa mi ha insegnato che i confini esistono soltanto per fini amministrativi. Cominciare ad esplorare un luogo, oltrepassarne il confine, vuol dire entrare in un mondo fatto di bellezze diverse da quelle che vediamo tutti i giorni. Nei secoli l’essere umano ha avuto come obiettivo quello di partire ed andare a scoprire città abbandonate, popoli vergini e meraviglie naturali, portandolo ad avere la totale conoscenza del pianeta Terra. Non so se io abbia compiuto un’azione particolare che mi ha indotto a viaggiare continuamente; non so neppure se sia una cosa innata quella che mi porta ad esplorare, oppure se mi sia stata trasmessa dai miei genitori. La sete di curiosità e di conoscenza mi guidano ad immaginarmi in un preciso luogo del mondo, a progettare avventure seguite da disparati viaggi zaini in spalla.

VIAGGIATORE SI NASCE O SI DIVENTA?

Non sarei in grado di dire come nasce un viaggiatore. Ogni di noi ha i suoi taboo, le sue abitudini, la sua storia. Se è vero che ogni esperienza ci segna, allora nel mio elenco personale posso ritrovare tutti i momenti vissuti durante un particolare viaggio, che mi ha fatto sentire più viaggiatore rispetto al precedente. Se faccio un excursus personale, se vado indietro nel tempo, ognuno di essi mi ha scalfito e mi ha fatto diventare il viaggiatore, o meglio, il Simone che sono ora.

SONO DIVENTATO UN VIAGGIATORE QUANDO…

Cercherò di trovare un viaggio simbolo, farò contento @momondo, visto che me lo ha chiesto in qualità di brand ambassador, rispondendo alla sua semplice domanda: quando hai scoperto di essere un viaggiatore? Il mio primo viaggio in India, un bel po’ di anni fa, mi cambiò. Un paese troppo differente rispetto ai canoni europei, così pittoresco, pieno di sfaccettature e contraddizioni. Tornai cambiato, voglioso di scoprire altri luoghi mistici, altre culture, altre cucine. Tornai con un cuore più sensibile, con la testa piena di sogni ed un passaporto da riempire in ogni sua pagina. Probabilmente l’India tracciò quella linea in cui dovetti decidere da quale parte stare: da chi viaggia o da chi va in vacanza.

E voi? Qual è il viaggio, o l’esperienza di viaggio che vi ha cambiato il modo di vedere le cose e vi ha reso ricchi dentro?

#admomondo #owtraverlers

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