Pronti, costi e via… zaino in spalla!

– ATTENZIONE POST LUNGO, MA UTILE –

Quanto costa stare un anno in viaggio senza avere nessun tipo di introito?

Questa è stata una delle domande a cui sono stato sottoposto maggiormente, al ritorno del mio “anno sabbatico”. La considero una domanda alquanto triste, quanto quella del tipo “Che ti sei mangiato?” oppure “Hai finito di stare in vacanza?”.

Sono veramente poche le persone che al mio ritorno mi hanno chiesto cosa avessi provato, o se e quanto fossi cambiato. A loro interessano come al solito le cose materiali e meno quelle emozionali. Credo che comunque nessuno abbia voglia di tornare da un viaggio, si rientra sempre con quel velo di tristezza anche da una semplice vacanza al mare, figuriamoci dopo essere stati fuori un anno. Questa volta ho voglia di rendere felici quelle persone che si chiedono quanto possa costare un viaggio del genere. Ho organizzato il mio lungo viaggio di un anno in completa autonomia, rendendolo unico e cambiando le destinazioni anche in corso, facendo sì che le emozioni prendessero il sopravvento su di me. Uscire dalla comfort-zone era una delle regole principali che mi ero imposto, a cui era associato un tipo viaggio low-cost, in modo che mi facesse restare più a lungo in giro per la zona di mondo che avevo programmato.

Ho scelto l’Asia. Ho scelto di passare 6 mesi nel Sud-Est Asiatico e 6 mesi nel Subcontinente Indiano. Luoghi in cui non è necessario spendere una fortuna per vivere. Prima di partire scrissi su un altro post (qui) su quanto potesse costarmi un anno sabatico. Ancora non sapevo a cosa andassi incontro, quanto avrei potuto spendere e resistere fuori dalla comfort-zone. Se vuoi sapere subito quanto ho speso puoi usare lo scroll, vista la lunghezza del post, ed andare alla fine, altrimenti, se sei più interessato a leggere le descrizioni delle maggiori componenti di viaggio, puoi cominciare a farti un’idea leggendo qui di seguito.

Sono tanti i fattori da prendere in considerazione. Io sono partito con € 10.000, messi da parte lavorando molto – ero geometra libero professionista – ed ho accantonato alcune passioni in modo da poter metter su un bel gruzzoletto nel minor tempo possibile. Da quando ho deciso di partire, nel giro di 8 mesi, ho cominciato a chiudere la partita IVA (con tasse che mi hanno perseguitato anche in viaggio), ho restituito la macchina e ho cominciato, utilizzando una bacheca in camera, ad organizzare le mie destinazioni, cambiate in corso d’opera, facendomi trasportare dai flussi positivi che incontravo durante il viaggio. Una volta acquistato il volo di sola andata, di € 250 con Turkish Airlines, prenotato a maggio per partire a luglio, ho cominciato ad affrontare le mie spese pre-viaggio:

– ASSICURAZIONE: ho sottoscritto un’assicurazione con contratto annuale con Columbus, aggiungendo gli infortuni sportivi – visto che avrei corso gare podistiche – ed il furto di materiale elettronico. Fortunatamente non ho mai avuto bisogno di utilizzarla, ma partire senza sarebbe stato un grosso rischio da prendere. Costo dell’assicurazione approssimativo: € 750.

– VACCINI: decidendo di viaggiare in paesi diversi, ed anche in luoghi poco battuti dal turismo di massa, ognuno di essi ha il suo rischio in materia di malattie infettive. Per cui, armando e scoprendo le mie braccia, pronte ad ospitare punture di aghi, ho effettuato la visita principale ed 8 vaccini diversi, che non starò qui ad elencare. Ho preferito l’ospedale Spallanzani di Roma alla classica ASL di quartiere, in quanto è uno dei migliori d’Italia sotto questo profilo. Ho speso in totale € 130.

– MATERIALE DI VIAGGIO: zaino della Ferrino da 50 litri, scarpe da escursione, magliette tecniche, torcia, igiene personale, qualche medicinale, materiale elettronico per fare foto e/o video, insomma ognuno di noi ha le sue priorità. Per quel che mi riguarda ho speso € 700 circa.

– VISTI: ho così cominciato con la Thailandia, utilizzandola come punto base nella parte Indocinese, facendo un visto turistico di 6 mesi multi-ingresso (si può restare sul suolo thailandese al massimo per 60 giorni consecutivi). Per ottenere questo visto dall’Italia, dal costo di € 160, sono abbastanza i documenti da esibire presso l’ambasciata (estratto conto bancario superiore ai 5.500 euro, estratto contributivo, assicurazione, prenotazione alberghiera, volo d’uscita, documenti d’identità). Il visto della Cambogia e del Laos li ho ottenuti nella frontiera terrestre, pagando $ 50 il primo e $ 35 il secondo. Il visto per il Vietnam si richiede tranquillamente online al costo di € 90 ed è valevole per 30 giorni, come è stato nel mio caso. Se si vuole rimanere sul suolo vietnamita meno di 15 giorni, si può richiedere gratuitamente il visa-on-arrival direttamente all’aeroporto. Il visto per il Myanmar si richiede anch’esso online in modo veloce (rilasciato in meno di 24 ore) ed ha un costo di $ 50 per 28 giorni.

Il visto indiano online invece ha una procedura lunga visti i numerosi campi da compilare, ma è relativamente semplice e molto più economico rispetto ad una richiesta fatta in ambasciata. L’E-Visa costa € 53, è valevole due mesi e se ne possono fare soltanto due in un anno solare. L’ho fatto per due volte, interrotto dall’esperienza nepalese. Per il Nepal stesso ho fatto un visto al confine terrestre al costo di $ 40 più altri $ 25 pagati successivamente alla richiesta di prolungamento del visto, in quanto ho stazionato nel paese più di un mese. Il visto dello Sri Lanka, anch’esso chiesto online, ha validità di 30 giorni e costa $ 30 ($ 35 in aeroporto), ma è consigliato farlo prima. Quindi il costo per i nove visti è stato di € 500 circa.

– AEREI: la fortuna di essere nel Sud-Est Asiatico è quella di poter utilizzare l’aereo a prezzi stracciati, anche prenotando il giorno prima. Air Asia, Vietnam Airlines, LionAir, Jet Star, Nok Air, giusto per citarne alcune, mi hanno permesso di risparmiare sui tempi di percorrenza. Oltre al già citato Roma-Bangkok con Turkish Airlines, ho viaggiato spendendo € 68 A/R e con bagaglio incluso da/per il Vietnam; speso € 48 per un volo di sola andata da Bangkok a Yangon, altrettanto è stato il prezzo con Air Asia per approdare in India, a Calcutta, arrivando dal Myanmar. Il volo con la Nepal Airlines per tornare in India mi è costato € 90 prenotandolo una settimana d’anticipo; quello dal sud dell’India per lo Sri Lanka (non è possibile accedere sull’isola via mare) è stato pagato € 40, mentre il volo di ritorno da Colombo a Roma con Air India, prenotato con 3 mesi di anticipo, mi è costato € 130. Facendo un rapido calcolo, ho speso quindi per volare, meno di € 800.

– TRASPORTI INTERNI: ogni paese ha il suo mezzo di trasporto tipico. Vanno considerati tre aspetti principali: comodità, velocità e prezzo. In Thailandia il treno è un buon mezzo su cui fare affidamento; lo sleeping-bus ha il vantaggio di farti risparmiare una notte in ostello/albergo, anche se a comodità, per me che sono alto 185 cm, non è il massimo. I minivan hanno prezzi leggermente più cari, ma hanno dalla loro parte la velocità. In Cambogia e in Laos non esistono treni, per cui armatevi di santa pazienza su due aspetti diversi: i prezzi ed i ritardi dei minivan cambogiani sono alti, mentre i tempi di percorrenza dei bus laotiani sono estenuanti. In Vietnam il treno ha dei prezzi elevati per cui è consigliato viaggiare sempre di notte con lo sleeping-bus, migliore rispetto ai thailandesi. In Myanmar bus e pullman sono il mezzo migliore ed economico.

I treni indiani sono, oltre che un’esperienza di vita da provare assolutamente, anche economici. Potrei fare un post a parte per i treni indiani, ma mi limiterò a dirvi che ci sono diverse classi: da quelle con il lettino a quelle con aria condizionata. Io ho viaggiato sempre nelle sleeper-class, la penultima, con i sedili che diventano letti per la notte. Non ho mai pagato più di € 8 anche per 10 ore di percorrenza, ma occorre una prenotazione con qualche giorno, se non mese di anticipo, altrimenti farete a pugni nelle affollate stazioni. I bus sono economici, ma scomodi soprattutto se avrete un grosso bagaglio. In Nepal le jeep, con prezzi leggermente alti, sono un buon modo per non accusare le strade nepalesi ridotte in frantumi, proprio per questo sconsiglio i bus locali. In Sri Lanka i bus portano ovunque, sono economici ed in discrete condizioni, così come le strade.

Spostarsi in città invece è molto economico. A volte condividere taxi con altri viaggiatori è un buon modo per risparmiare. Un biglietto sugli autobus locali non costa più di 20 centesimi; con i tuk-tuk, se si contratta, non si spende mai più di 1 euro; affittare uno scooter in alcuni paesi, soprattutto in Vietnam, non costa più di € 5 al giorno. (N.B.: attenzione in Thailandia, in quanto la polizia potrebbe fermarvi e chiedervi la patente internazionale; se non l’avrete vi faranno una multa di circa 12 euro, che tuttavia vi permetterà di continuare a viaggiare con il motorino per altri 3 giorni); mentre una bicicletta non costa più di € 2 giornalieri. Occorre soltanto un po’ di fantasia e audacia.

– ATTRAZIONI: ci sono luoghi in cui si arriva per visitare obbligatoriamente un sito archeologico, un parco nazionale, un museo o una singolare attrattiva che vi racconta la storia del paese. A volte si risparmia tempo prendendo parte ad alcuni tour organizzati, altrimenti da soli ci sarebbe sia il rischio di essere fregati sia quello di non capire nulla di ciò che si sta visitando. In alcune città l’ingresso in musei o parchi archeologici ha un costo irrisorio, sfiorando per lo più delle volte neppure i 2 euro. Purtroppo, invece, in altri paesi essere stranieri non è un vantaggio ed il biglietto d’ingresso a volte costa il triplo rispetto ai residenti. Un elenco delle più care e rappresentative attrazioni, in modo da sintetizzare, espresso in dollari o in euro:

  • Biglietto cumulativo per n. 7 templi al Parco storico di Ayutthaya: € 5.
  • Ad Angkor Wat in Cambogia ci sono diverse tipologie di biglietto: il mio $ 62 per 3 giorni;
  • Tour al Bolaven Plateau in Laos: $ 12.
  • Escursione in barca di una giornata, con pranzo incluso, ad Halong Bay: $ 45.
  • Tour di due giorni ai tunnel di Cu Chi e Delta del Mekong in Vietnam: $ 15.
  • Ingresso al sito archeologico di Bagan in Myanmar: $ 20 per 4 giorni.
  • Una notte nel deserto del Thar nel nord dell’India: € 17.
  • Taj Mahal: gli stranieri pagano € 12, gli indiani 50 centesimi;
  • Biglietti d’ingresso alle grotte di Ellora ed Ajanta in India: € 10.
  • Escursione giornaliera alle backwaters in Kerala, pranzo compreso: € 9.
  • Biglietti d’ingresso per i parchi storici in Sri Lanka di Anuradhapura, Sigiriya, Polonnaruwa: $ 75 in totale.

– SPORT: se come me siete amanti dello sport allora prendete in considerazione di spendere un bel po’ per poterli praticare. Io sono un runner e per correre 12 gare podistiche ho speso in totale € 700 circa. Consideriamo anche il trekking come fosse uno sport, dove in alcuni paesi è vietato svolgerlo senza l’ausilio di una guida, questi sono stati i miei:

  • Trekking di un giorno tra le foreste nella parte settentrionale del Laos: € 9.
  • Trekking nelle montagne/risaie di Sapa in Vietnam: € 5.
  • Trekking di 3 giorni da Kalaw al lago Inle in Myanmar: € 25 compresi pasti e soggiorno.

Poi c’è il trekking in Nepal nella regione dell’Everest, svolto in totale autonomia, che merita una menzione a parte. In primo luogo sono stati ben 21 i giorni passati nella montagna himalayana (qui troverete la mia esperienza), senza guida, né porter. Vanno aggiunti i costi di una supplementare assicurazione online, pagata $ 71, che mi coprisse qualora mi fosse accaduto qualcosa superata la quota dei 4.000 metri. A Kathmandu ho comprato alcuni indumenti necessari per l’attività (pantaloni, guanti, pastiglie per l’acqua) spendendo circa 35 euro. Per entrare nel parco nazionale avrete bisogno dei permessi di trekking ed entrata al parco nazionale: costo € 25. Strada facendo, più si va in alto, più la vita risulterà cara. Doccia calda, Wi-Fi, elettricità: tutto avrà un costo che oscilla sui 2 euro cadauno, mentre dormire sarà sempre molto economico: poco meno di 1 euro. Dovessi stimare il costo del mio trekking nepalese (escluso vestiario ed assicurazione), ammonterebbe a € 350 circa.

– DORMIRE: un viaggio low-cost, con un low-budget, insomma tutto molto LOW, prevede quello di sapersi adattare. Il primo fattore sarà quello di dormire in ostelli: camerate e bagno condiviso. Se per gli italiani questo possa risultare ancora fortemente un taboo, per altri ragazzi di nazionalità diverse, risulterà normale. Ognuno di noi ha le sue priorità igieniche o inibitorie, ma se si vuole risparmiare sull’alloggio, questa è il miglior posto dove dormire. Un letto in ostello non mi è costato più di € 6 a notte, spendendo a volte meno di un euro, soprattutto in quelli indiani. Le guesthouse sono un buon rapporto qualità/prezzo e starete a contatto con la gente locale. Possono variare dai € 5 ai € 10: il viaggiatore potrebbe ottenere perfino una stanza privata ed un pasto. Negli hotel o nei residence ho soggiornato soprattutto nelle zone poco turistiche. Non c’è il classico lusso, ma ogni tanto una doccia come si deve è stata ben accetta dal mio corpo. Viaggiando da solo, ovviamente, per me l’ostello rappresenta anche una componente importante: quella di stare sempre a contatto con altri viaggiatori e condividere con loro esperienze di viaggio, emozioni e divertimenti. Ho affittato una casa per quasi due settimane a Bangkok, in modo da sentirmi quasi come un cittadino, visto anche l’arrivo dei miei parenti in Thailandia, spendendo per l’affitto circa € 140.

– CIBO: do sempre una grande importanza al cibo in ogni mio viaggio. Credo che si riesca a capire molto la cultura di un popolo sul loro modo di mangiare. Raramente sono stato dentro qualche ristorante, ho sempre preferito le classiche bettole, i mercati o lo street-food: economico e buono, seppur poco, anzi, per niente igienico. Con meno di un euro si mangia e ci si sazia abbastanza, assaggiando cibo locale che difficilmente potrebbe essere reperibile nei ristoranti più altolocati. Per mangiare nel Sud-Est Asiatico, ho speso una media di € 5 al giorno tra colazione, pranzo, cena e qualche piccolo spuntino. La cucina thailandese, e vietnamita su tutte, è una delle migliori che abbia mai provato in tutta la mia vita. Per la variegata cucina indiana la media si abbassa sostanzialmente, spendendo neppure € 1,50 per i 3 pasti. Importante è avere sempre l’acqua a portata di mano, non rimanere mai senza.

– BENEFICIENZA: non è un vanto. Ma sulla bilancia dei miei costi personali c’è sicuramente il bene economico fatto al prossimo, dove in alcune occasioni ho riscontrato la povertà vera. Sono sempre stato contrario all’elemosina ai mendicanti di strada. Preferisco vedere con i miei occhi lo stile di vita di quelle persone e valutare se meritino la mia compassione economica. Dovessi fare un conto tra le donazioni e/o le spese di cibo fatte per i bambini o per un’intera famiglia, credo ammontino ad € 500 circa.

– STILE DI VITA: lo stile di vita che si assume in un viaggio del genere ha a che fare più a quello di un nomade. Un viaggio da backpacker prevede di viaggiare in un modo un po’ minimalista. Non è certo l’atteggiamento del vacanziero che ti farà risparmiare, tutt’altro. S’impara a fare a meno di determinate cose che risultano superflue. Come accennato, l’ostello è preferito all’albergo, lo street-food al ristorante, il bus locale al taxi e così via. L’escursione subacquea accompagnata da qualche esperto o la guida professionale del museo sono uno sfarzo troppo grande. Mi sono fatto ospitare nelle case, oppure ho “pagato” l’ostello insegnando a fare il caffè alla proprietaria. Ho imparato anche convivere con la mancanza di alcuni lussi a discapito di qualche piccola sofferenza, che mi ha portato, però, a vivere bellissime esperienze di vita quotidiana locale. Piccoli regali? Non entrano nello zaino, quindi addio souvenir.

– TELEFONIA: nel Sud-Est Asiatico il Wi-Fi è ovunque e con segnali potenti, anche nel supermercato. Ho comprato tre Sim Card: in India, Nepal e Sri Lanka, spendendo circa € 50 calcolando anche le varie attivazioni delle stesse e le relative ricariche. Gli imprevisti ci sono! Ho perso determinate cose lungo il mio viaggio. Alcune mi sono costate semplici mance come riparare la macchina fotografica, altre vere e proprie spese, come l’aver perso il cellulare. Ne ho comprato uno nuovo in India, della marca Vivo spendendo € 220.

– VARIE ED EVENTUALI: ho spedito un pacchetto via posta dalla Thailandia con dentro alcune magliette e medaglie vinte nella gare di running, qualche rara statuina di Buddha ed altre cianfrusaglie. In 3 settimane, il mio pacchetto, di circa 3 kg, è arrivato in Italia spendendo € 28. Immancabili le guide della Lonely Planet, un vero backpacker non può partire senza, anche se poi la si utilizza veramente poco. A volte però, durante lunghi viaggi, ti tengono compagnia, facendoti imparare molto dal paese che stai visitando. Ho speso per le varie guide € 100 circa. Altri piccoli costi si hanno nelle commissioni di prelievo di denaro contante presso gli ATM; in determinate banche, ma soprattutto in determinati paesi, si possono prelevare solo particolari cifre. In alcune nazioni, come il Laos, il tetto limite di prelievo è di € 125, in altre come l’India arriva a € 200; il problema è che, in entrambi i casi, si paga dai € 2 ai € 4 di commissione. 

Non ho mai tenuto un “libro contabile”, anche se ci sono diverse App che farebbero al caso vostro, quindi difficile poter stimare con esattezza la giusta cifra spesa in un anno di viaggio. Mi sono soltanto imposto un limite economico mensile che equivaleva ad € 800, un mero modo per tenere sotto controllo la mia cassa personale. Non li ho mai superati, d’altronde era difficile oltrepassare tale cifra visto lo stile di vita che ho tenuto ed i prezzi irrisori che si trovano in paesi come quelli che ho visitato.

Il budget giornaliero è buon modo su cui basarsi. Il Sud-Est Asiatico per un backpacker è la Mecca. Vivere qui tra trasporti, cibo e letto può costare sui € 20 al giorno. In India è tutto completamente diverso ed economico. Provare a vivere come gli indiani è arduo, poiché riescono a “campare bene” anche con 2 semplici euro al giorno. Ovviamente non essendo interessato a provare il loro stile di vita, sono riuscito a vivere con molto meno di € 10 al giorno.

Ognuno di noi viaggia a proprio modo. Ogni backpacker, o flashpacker, o come desiderate essere chiamati, ha sicuramente il proprio stile di vita in fatto di viaggio. Su questo articolo, ho cercato di riassumere economicamente la mia esperienza personale, e non è detto che sia anche la vostra. Al di là dei soldi, è certamente un’esperienza che consiglio vivamente.

365 giorni passati in Asia: 3 mesi in Thailandia, un mese Cambogia, Laos, Vietnam e Myanmar, 4 mesi in India, 40 giorni in Nepal e 21 giorni in Sri Lanka.

Provando dunque a riassumere tutti i fattori elencati, potrei stilare una somma che oscilla tra gli € 8.500 ed i € 9.000. Molte persone pensano sia tanto, per altri poco. La cosa certa è quella di non aver mai buttato un euro, anzi, essendo in questo momento completamente al verde, sento di essere molto più ricco di prima.

Un buon modo per cominciare è sicuramente controllare le varie app di viaggio per poter trovare un’offerta su un volo ed un hotel, in modo da risparmiare. L’app di @momondo è sicuramente una delle migliori in circolazione e mi aiuta quando ho bisogno di organizzare un viaggio. Il link sottostante vi darà una mano, seguendo inoltre gli ashtag: #admomondo e #owtraverlers https://www.momondo.it/in?a=ambassadorprg&url=/discover/articolo/migliori-offerte-voli&encoder=27_1&enc_pid=deeplinks&enc_eid=0&enc_lid=2027&enc_cid=sc96

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