Orgogliosi lidensi al Trofeo Lidense

È metà gennaio, le festività natalizie ed i loro residui sono ancora ingombranti, il ricordo non è molto lontano, lo si vede tra una canotta leggermente più stretta ed una faccia un po’ più paffutella.

È metà gennaio, il freddo si fa sentire, ci sono stati allenamenti più freddi tra un’abbuffata e l’altra, la pioggia non è proprio pioggia, è la classica “gnagnarella” come la chiamiamo a Roma, fastidiosa, pungente, gelata.

È metà gennaio, è domenica, il mare, nonostante l’inverno, non perde la sua bellezza ed i runners colorano la zona pedonale di Ostia tingendola di un’aria festosa.

È metà gennaio, e come ogni anno, a dare l’apertura per le gare più importanti di Roma, nonché ad aprire il circuito delle gare nel decimo municipio, c’è il Trofeo Lidense.

C’è qualcosa di speciale che lega i cittadini Ostiensi, o Lidensi, a questa particolare e fredda gara invernale. Una peculiare molteplicità di elementi fanno sì che questa popolazione della parte sud-occidentale di Roma sia onorata nell’ospitare podisti da tutta la città metropolitana. Perché, per quante se ne dicano, Ostia ha sempre dalla sua parte l’invidia degli altri, che la rendono infinitamente bella.

Prendiamo come in una pozione magica alcune sostanze: piazza Anco Marzio, il palazzo del Pappagallo, il Lungomare, la Pineta di Castel Fusano. Per rendere il Trofeo Lidense così magicamente affascinante basta veramente poco. 15 km tappezzati di bellezze semplici ed eloquenti, con quasi 1.500 podisti ben coperti, che danno il meglio, scherzano, sorridono, creando il miglior quadro a tela, contornato da una tozza cornice scalfita a mano. Non ci sono molte gare podistiche che esprimano al meglio le bellezze della Capitale. Organizzazione, budget ridotto, partecipazione, sono tanti i fattori che non permettono di correre nei quartieri di Roma: Garbatella, Ostia Antica, i Castelli Romani, per citarne alcune.

Ho cambiato società. Il 2019 ha portato già una novità nella mia vita sportiva ed ormai sono abituato ai cambiamenti. Dopo 4 anni lascio la maglia azzurra della Podistica Mare di Roma per accasarmi, insieme a mio padre, nel rosso dell’Ostia Antica Athletae. Ho incontrato molti ex compagni, anche se chiamarli tali non mi piace, li chiamerò amici da oggi in poi. Ho avuto la fortuna, grazie a questo sport, di farmene molti: alcuni si sono trasferiti in altre società ed il Trofeo Lidense ha anche il fascino di farmeli incontrare ancora, dopo la lunga sosta natalizia.

I 15 km sono una distanza anomala, infima, perché è una via di mezzo tra i classici diecimila metri e la mezza maratona, per cui difficile da programmare. Sebbene sia tutta pianeggiante, ha alcune piccole insidie durante il percorso, come le radici della pineta, la parte sterrata del vecchio circuito ed il falsopiano della Cristoforo Colombo. Ricordo vecchie edizioni in cui la vera protagonista era la tremenda Tramontana, lasciando i suoi strascichi nella parte finale, nel tratto del lungomare che riportava all’arrivo.

Si parte! Siamo molti, ed una curva imminente allo starter fa sì che la partenza sia più lenta del previsto. Le gambe sembrano girare. Non ho dato mai importanza a questa distanza; ho affrontato sempre questa gara con le scorie natalizie nel corpo ed un allenamento poco idoneo. Ho ripreso due settimane fa, dopo aver ritrovato vitalità mentale, ponendomi vari obiettivi che cercherò di ottenere nei primi 6 mesi del 2019. I primi chilometri del lungomare ci portano fino al Canale dei Pescatori e al conseguente Piazzale Mediterraneo che vanta l’ingresso nella pineta. Le radici nel chilometro che porta alle rinomate bacheche sono la prima insidia: siamo tanti runners e cercare di evitare i bozzi dei pini sulla strada ti pone nella condizione di non riuscire a zig-zagare adeguatamente. Il ferro di cavallo della Villa di Plinio è utile per arrivare alla distanza che serve e a farci entrare a Via del Circuito. Lo sterrato è a tratti interrotto da una leggera fanghiglia che crea una via di mezza tra l’intrappolamento a terra ed uno scivolone. La Cristoforo Colombo ci allieta fino ad arrivare al falso piano; dopo 10 km di gara non è una delle migliori notizie. La curva che ci fa entrare nuovamente in pineta ci indica che il grosso della gara è stato fatto. Non avendo obiettivi precisi cerco di autoconvincermi che sto andando divinamente quando mi trovo a navigare tra i 4’50 ed i 5’00 al km; so che sto facendo un bel tempo per il mio stato fisico attuale e continuo imperterrito. La nuova maglia merita di essere onorata, ne sento il peso sulle spalle e voglio fare bella figura anche con i nuovi compagni. Continuo a dialogare da solo, mi capita spesso quando corro. Comunico alla mente, al cuore e alle gambe che questi sono soltanto i primi chilometri che faremo insieme. L’obiettivo finale è lungo e, per ora, non si vede neppure in lontananza. Rientro nel lungomare dopo il grande dosso che ci fa uscire dalla pineta. Sono poco più di due chilometri alla conclusione, non c’è vento e si può spingere sulle gambe per il rush finale. Superiamo il mitico Curvone, il pubblico comincia a farsi più folto. È domenica, fa freddo, ma un timido sole permette alla gente di uscire ed andare nei ristoranti per un buon pranzo di pesce. Sento il rumore della zona pedonale, ne vedo la bellezza e fieramente taglio il traguardo al ridosso dello storico bar Sisto.  La ventiduesima edizione del Trofeo Lidense è stata beatamente portata a termine.

Chissà se ventidue anni fa, chi intraprese l’organizzazione di questa gara, fosse a conoscenza del successo che avrebbe riscontrato negli anni. Perché chi si trova dietro a questa piccola macchina, non ama soltanto la corsa, ama Ostia, ama i lidensi, ama non porsi limiti di una pianificazione che con il tempo diventa sempre più rigida a causa dei numerosi problemi burocratici. La risposta positiva arriva dalla partecipazione sorridente dei quasi 1.500 runners che hanno invaso il litorale romano in una fredda domenica invernale.

È metà gennaio, è uscito il sole, ed al Trofeo Lidense qualcuno ha vinto, portando a casa pacchi con prelibatezze varie.

È metà gennaio, al Trofeo Lidense, quest’anno, come negli anni precedenti, nessuno ha perso.

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