Sri Lanka: mare, verde e storia

Ceylon, Lacrima d’India o Terra della Fortuna, chiamatela come volete, perché questi nomi convergono in un solo Stato: SRI LANKA. Fino a qualche anno fa andare su quest’isola era un tabù. La guerra in alcune zone non permettevano un viaggio nell’assoluta tranquillità. Con il finire degli scontri, lo Sri Lanka si è rialzato in fretta e furia, diventando una nota meta turistica, con una crescita esponenziale di attività ed attrazioni. Certamente niente a che vedere con altri paesi del Sud-Est Asiatico, Thailandia su tutti, dove il turismo è divenuto una costante entrata economica.

Tutto l’anno si può visitare quest’isola tropicale. Nella nostra estate la costa orientale è una meta imperdibile con tratti di spiagge incontaminate, la costa meridionale può essere visitata tutto l’anno, ma il bagno al mare è consigliato nel nostro inverno, come anche la costa occidentale.

Ottenere il visto singalese è facile. Si può richiedere online al prezzo di 35 dollari ed un mese di validità; nel giro di mezz’ora ve lo ritroverete sulla vostra mail. Il mio personale itinerario è cominciato da quella che fino a pochi anni fa era la capitale: Colombo, anche se tutta la parte amministrativa si trova a Sri Jayawardenapura Kotte, situata sempre nello stesso distretto.

L’aeroporto si trova più vicino a Negombo, ma con il bus numero 187, si arriva nella zona commerciale del Fort, in pieno centro di Colombo. Questa è una città che sta crescendo in maniera esponenziale. In pochi minuti ci si ritrova dal caos del Pettah Market, il cuore pulsante della città, ai prati verdi del municipio con il vicino Gangaramaya, il tempio buddhista più importante, fino alla bellissima Galle Face, un parco con un grande prato verde che affaccia sull’Oceano Indiano. Qui verrete avvolti dalla vita quotidiana dei srilankesi. Bambini che giocano con gli aquiloni, ragazzi che giocano a cricket e coppiette sedute sulle panchine che affacciano sul mare. Piccoli chioschi di bevande e cibo tipico si trovano a ridosso della strada, quindi mangiare a poco prezzo. Lo skyline di Colombo sta mutando, stanno nascendo grattacieli accanto ad altri palazzi già esistenti con hotel e negozi di lusso. Sta nascendo un porto enorme che muterà ancora l’aspetto della città, limitando anche la veduta dell’oceano.

Due giorni sono sufficienti per visitare la città più importante dello Sri Lanka, anche perché l’umidità è pazzesca e alquanto fastidiosa. Da qui mi sono diretto verso nord, rimanendo sulla costa occidentale: a Kalpitiya. Questa piccola cittadina è un punto strategico per poi dirigersi nei villaggi, che si trovano a pochi chilometri dalla laguna dove si pratica il kite-surf. Questo angolo del Paese infatti, grazie al vento che soffia tutto l’anno, sembra essere diventato il luogo preferito per gli amanti di questo sport. Kalpitiya in realtà è utilizzata come base, una città dove fare spese di tutti i tipi in modo da non mangiare ogni giorno al ristorante. Nel periodo estivo non piove molto, c’è abbastanza vento, l’acqua non è limpida a causa del mare mosso, ma la spiaggia è pulita e deserta.

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Dalla laguna, sia che si sposti verso nord a Jaffna o verso la costa orientale, la tappa d’obbligo è Anuradhapura. La vecchia città sacra è enorme e potete scegliere se affittare una bicicletta, oppure contrattare con un tuk-tuk per un tour al proprio interno. Considerate che l’entrata è di 25 dollari, che, secondo la mia modesta opinione, è una follia. Ogni giorno dalla stazione degli autobus, alle 7.30 di mattina, parte un bus locale per Trincomalee.

Toccherete così la costa orientale dello Sri Lanka, che in estate dà il meglio di se. Potete visitare quest’ultima città, oppure spostarvi direttamente ad Uppuveli e Nilaveli. La prima è leggermente più grande, con minimarket, ristoranti, numerosi resort a pochi passi dal mare. La stessa spiaggia è organizzata con locali e campi da beach volley, ma nonostante tutto rimane molto spartana. Nilaveli è un piccolo villaggio, dove, una volta arrivati in spiaggia, vi sembrerà di essere dei naufraghi. È molto lunga, incontaminata, con pochi ristoranti a carattere familiare. Se dovessi scegliere un relax completo questo sarebbe il posto ideale. D’altro canto il rischio di annoiarsi c’è ed è alto. Nilaveli si trova a poco più di 10 km da Uppueli ed è servita da numerosi autobus. Un tuk-tuk per accompagnarvi vi chiederà circa 6 euro. Da entrambe le località vengono organizzati corsi ed escursioni di diving e snorkeling nell’Isola del Piccione, che si trova di fronte alla spiaggia di Nilaveli. Da qui potrete vedere la barriera corallina ed avvistare squali.

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Il centro della costa est presenta altre località degne di nota come Batticaloa o ancora meglio Pasikudah. Io, per motivi personali mi sono diretto verso il centro, a Kurunegala. Questa è una città di 20mila abitanti e di turistico ha poco o niente. La motivazioni che mi ha spinto sin lì, è stata esclusivamente nell’andare a trovare un mio amico. D’altro canto è un ottimo punto, in quanto si trova nel centro dello Sri Lanka. Utilizzata come base ho visitato Kandy, centro culturale singalese, dove si può visitare il Tempio del Dente di Buddha.

Polonnaruwa è considerata migliore di Anuradhapura. Anche qui la città sacra, contiene al proprio interno le rovine meglio conservato di tutto il Paese. È un grande sito dove è consigliato affittare una bicicletta visto che i punti d’ombra sono molti. Anche qui l’entrata è di 25 dollari, sempre una follia per il sottoscritto.

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Uno dei punti migliori del Paese credo sia Sigiriya. Se si vuole risparmiare qualcosa sull’alloggio, Dambulla è il punto migliore dove dormire. Questo sito archeologico vi entrerà nel cuore. Contiene le rovine di una fortezza reale sulla sommità di un enorme placca magmatica a forma ellittica. Arrivarci è suggestivo tra le scale che costeggiano la roccia ed una volta arrivati, il panorama vi stregherà. Patrimonio dell’Umanità, è stata la mia parte preferita. Purtroppo anche qui il prezzo è caro: 30 dollari.

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Spostarsi verso il centro sud vuol dire invece andare verso un clima più fresco. Grazie alle hill-station con le loro numerose e vaste piantagioni da thè, Ella e/o Nuwara Eliya, si prestano ad una visita di più giorni, in modo da riprendersi dal caldo e l’umidità delle città. La nostra estate purtroppo è condizionata dalla stagione delle piogge, che, se fortunati, vi renderà grazia per qualche ora in modo da poter visitare in assoluta libertà i paesaggi circostanti e le fabbriche di questa bevanda. Non ho preso il trenino panoramico nei pressi di Ella, il famoso mezzo che passa tra il verde delle piantagioni di thè, in quanto era pieno di turisti ed il rischio di non vedere nulla era elevato.

Continuando a desiderare il mare, mi sono recato in una delle mete più turistiche della costa est: Arugam Bay. A pochi chilometri da Pottuvil, dove costa tutto la metà, questa lunga via che costeggia la baia, è piena zeppa di locali alla moda, ostelli, resort, negozi di souvenir, ristoranti. C’è l’imbarazzo della scelta dove scegliere chi può insegnarti a surfare. Infatti qui, per i surfer medio-principianti, è il miglior punto che avvicinarsi a quest’attività, che vede nel cimentarsi tra le onde bambini ed adulti di ogni sesso. Il mare è sempre leggermente mosso, con le onde che a volte superano i due metri, ma la voglia di tuffarsi nel mare azzurro è talmente alta che non si pensa a tutto questo. Ovviamente essendo nota per il turismo giovanile, è divenuta non molto economica. La maggior parte dei party sulla spiaggia avvengono fuori Arugam, in quanto sono stati vietate feste con musica alta dopo varie risse avvenute tra persone ubriache. Panama, distante 15 km, è una buona meta per organizzare dei tour sulla laguna, vedere la vita dei pescatori ed imparare il surf.

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La costa meridionale dà il meglio di se in inverno. Ma Galle è uno di quei posti in cui si può andare tutto l’anno. Ho avuto la fortuna di trovare un meteo spettacolare che mi ha permesso di girare in tutta tranquillità i suoi vicoli fioriti, in mezzo alle case coloniali nel mezzo del forte olandese. Leggermente alta con i prezzi, ma con la valida alternativa di stare leggermente fuori, tra il mercato del pesce e quello delle spezie.

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Se si vuole godere delle spiagge sulla costa sud-ovest, l’inverno è la stagione adatta. Prima di Galle si trovano Tangalla e Mirissa, a detta di molti, le migliori spiagge dello Sri Lanka, così come Hikkaduwa sulla costa ovest, tra le più note mete turistiche del Paese, per chi non vuole allontanarsi da Colombo ed addentrarsi.

Io ho concluso a Negombo i miei 23 giorni, in quanto l’aeroporto è distante una dozzina di chilometri dal centro di questa città, dove sono presenti alberghi di lusso, ristoranti e qualche pub che affacciano sulla spiaggia non particolarmente pulita.

Girare lo Sri Lanka è semplice ed economico. Affittare un’autista oppure per i più audaci ed avventurosi farlo con un tuk-tuk, è un’ottima idea per chi non sopporta i bus locali. D’altronde quest’ultimi sono la più valida delle alternative, in quanto oltre ad essere super-economici, portano un po’ ovunque, ed essendo le distanze non molto lunghe, si viaggia al massimo 4 ore.

Le strutture ricettive hanno ormai di tutto e se ne trovano di ogni tipo e per ogni tipo di tasca. Dai resort agli ostelli alle guesthouse. Sicuramente la rapida crescita turistica del paese, ha portato ad aumento dei prezzi a carattere generale sotto ogni punto di vista. Come al solito lo straniero, che sia turista o viaggiatore, paga sempre il doppio, se non il triplo, rispetto agli abitanti.

L’idea che mi sono fatto di questo paese è quella di una popolazione che sta perdendo qualche valore, per la considerazione fatta in precedenza. Per quanto sia a tratti ancora incontaminato, con il verde che predomina su ogni angolo del Paese, gli stessi srilankesi sembrano tenere a questo, al rispetto dell’ambiente, ma anche delle regole. Per chi come me, veniva da molti mesi passati in India, troverà un posto totalmente diverso, sia dai comportamenti dei propri cittadini, sia a carattere culinario e sociale. Rimane comunque un paese povero, nonostante la rapida crescita.

Visitarlo ora vorrebbe dire guardare questa popolazione ancora i reali valori di un tempo, quell’autenticità che sta piano piano svanendo a causa del denaro occidentale; vorrebbe dire risparmiare qualche euro in virtù dell’innalzamento dei prezzi nelle zone più o meno turistiche; sicuramente vorrebbe dire fare una mix tra viaggio e vacanza, una via di mezzo che ti fa apprezzare le piccole cose della vita e nello stesso tempo rilassarsi.

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