Ho trovato l’anima gemella viaggiando. Ah no!

Possiamo trovare l’anima gemella viaggiando? Credo di sì. A dire il vero non ne sono sicuro perché le componenti sono davvero molte. Partiamo da una doverosa premessa, la quale è a capo di tutto: crediamo fermamente nell’esistenza dell’anima gemella? Ovviamente una risposta positiva è il punto fermo dell’articolo, per cui darò per scontata l’esistenza della nostra mezza mela.

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Viaggiando molto, ho avuto il piacere di incontrare ragazze di ogni nazionalità: ognuna di esse viaggia in modo indipendente, o in compagnia. Sporadicamente mi fermo a parlare con loro, e quasi sempre l’argomento principale è come stia andando in quel momento: da quanto sei qui? Dove sei stato prima? Ti è piaciuto quel posto? In quei pochi minuti di conversazione non c’è molto da raccontare, difficile provare un attrazione fisica o mentale. Ma quando non si tratta soltanto di ore, di una serata o di qualche giorno? Tutto cambia!

Si sa, i maschi italiani, in viaggio, o in vacanza (anche se tra le due cose c’è un’enorme differenza che magari affronterò in un altro articolo), pensano a ‘rimorchiare’. Non nascondiamoci: all’estero ci conoscono bene sotto questa nostra arte, è nel nostro DNA; ovviamente non siamo tutti uguali e ci mancherebbe, talvolta riusciamo a farne un pregio, alcune volte invece dovremmo vergognarci per la spudorata immagine che diamo di noi. La cosa certa è che farsi piacere in poche ore, davanti a una birra, e non in discoteca, è un’impresa elevata all’ennesima potenza. Non c’è tempo per parlare del nostro passato, delle nostre ex relazioni amorose o della crisi lavorativa. Poco importa se guadagni 500 o 3.000 euro al mese; in quel momento sei un viaggiatore, uno come gli altri, una persona come quella che hai di fronte che deve farsi piacere per quello che è, con annessa qualche bugia su domande fastidiose. Ci si affida per la maggior parte dei casi alla simpatia ed al sorriso, da sempre le migliori frecce all’interno della nostra faretra, discorsi seri, ma non troppo, ovviamente esperienze di viaggio sono sempre apprezzate e sono l’argomento principale. Durante la serata, bisogna essere bravi nel capire anche chi si ha di fronte, andare a sensazione, saper leggere le espressioni visive e soprattutto scoprire cosa vuole l’altra persona: passare una serata tranquilla, divertirsi, fare amicizia. In quelle ore può piacerti, ci può essere un’attrazione fisica o anche solo mentale. Scopri che ti piace, più la guardi e più vorresti passare altre ore con lei, o ci provi o ti limiterai a guardare la sua vita scorrere tra le foto di Facebook dopo essersi scambiati i contatti. Non starò qui a dire cosa fare in quei momenti, ognuno ha la sua tattica, il suo carattere, magari solo la voglia di condividere un letto per pochi attimi. Personalmente in una serata tranquilla preferisco rimanere simpatico e dare una buona impressione della mia persona, in modo di essere piacevolmente ricordato. Ho passato una serata divertente, diversa, ho conosciuto nuove persone. Fine.

Cosa succede se durante il tuo viaggio trascorri più tempo assieme a quella persona? Le cose cambiano. Durante quei giorni non puoi nasconderti, prima o poi il tuo vero carattere uscirà fuori e ci sarà spazio per le emozioni, quelle che raramente si riescono a provare in poche ore. L’altra persona probabilmente si esporrà come te, i racconti della vita passata diventeranno più confidenziali e nelle varie argomentazioni verranno fuori anche progetti futuri. Le cose in comune non mancheranno, anche se poi quella più importante la state già vivendo: il viaggio. Questo è il punto fermo, quello di partenza che comincerà a farti più riflettere. Sì, mi piace perché ama viaggiare, non è poco, ma neppure tutto. Le occasioni per farti valere ne avrai a bizzeffe, il viaggio, non la vacanza (tengo sempre a precisare la distinzione), sa regalare momenti di interminabile romanticismo. Una risata di fronte a situazioni strambe, un tramonto, il cielo stellato, gli occhi che parlano la stessa lingua, una serie di emozioni che hanno un peso enorme mentre si viaggia e che nella vita normale diamo oramai per scontato. Capire se quella persona, che qualche giorno prima neppure conoscevi, possa provare la tue stesse sensazioni dovute a quei piacevoli momenti, sembra facile, ma invece non lo è, quasi mai!

Sì mi piace, ma che fare? Provare o non provare? Meglio un no che 10 forse? O preferisco non fare figure di merda? Peggio quando i tuoi pensieri vanno nella sua direzione, quando le farfalle nello stomaco cominciano il loro lavoro. In quel preciso istante il tuo vero mestiere, quello da regista, esce fuori. Proprio così, il film da premio Oscar che ci faremo nella nostra testa è molto più potente di qualsiasi cosa, molto più bello e controverso di Inception. Chissà quando la rivedrò? Non ho coraggio di andare a vivere in un altro paese se dovessi stare con lei. E se poi dovremmo vivere la relazione a distanza? E se fosse soltanto un’infatuazione? E se dovesse incontrare qualcun altro nel suo viaggio? Non parliamo neppure la stessa lingua. Non voglio soffrire! Capita così che il tuo full di kappa in mano diventerà un flop, e la tua anima gemella, o presunta tale, volerà via. Rimarrai con un pugno di mosche, con la solita promessa: rimaniamo in contatto mi raccomando?!

E allora? Allora niente, ci sarà più avanti un’altra imminente anima gemella, di un’altra nazionalità, con altre abitudini e modi di pensare, ‘t’innamorerai’ perdutamente di lei per qualche ora, saluti e baci (talvolta neppure quelli). E così via sperando che prima o poi la tua testa riesca a produrre un film a lieto fine.

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Poi, guardando dal finestrino del treno, cominci a pensare. Chissà, magari quella che cerchi veramente nel momento in cui ti trovi dall’altra parte del mondo si trova invece nel mercato sotto casa tua. Oppure come uno “sliding doors”, non hai incrociato il suo sguardo perché il barista che doveva preparargli il caffè era troppo lento. Quindi continuerai a viaggiare, a conoscere nuove persone, a fare nuove esperienze ed arricchire il tuo bagaglio di storie da raccontare per l’occasione successiva, sperando sempre che il destino faccia quello per cui è stato creato. Far incontrare due persone che si piacciano.

Quindi la risposta alla domanda iniziale c’è. Possiamo trovare la nostra mezza mela in viaggio? Sì, ma probabilmente la troveremo già mozzicata.

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6 risposte a "Ho trovato l’anima gemella viaggiando. Ah no!"

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  1. Quando tempo fa ho sentito per caso che Fabio Volo, di cui non sono fan, aveva trovato la sua anima gemella islandese sono rimasta contenta. Il guaio è che a volte molti uomini si fissano con degli sterotipi o dei particolari ( vedi la fissazione per caviglie, nuca, unghie e colore dei capelli…) che alla fine li tengono proprio lontani da molte donne. A volte dico ai ragazzi, amici e conoscenti, di conoscere tutte le donbe, di ogni forma e tipo e colore perchè l’amore a volta arriva da dove meno te lo aspetti. Quindi bisogna aprirsi di più. Se viaggi ma dentro di te sei chouso o fissato solo con Harley Quinn è chiaro che non troversi mai l’amore. Ma se cancelli da te stesso tutto quello che finora hai pensato riguardo la tua donna ideale forse finalmente la conoscerai.

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    1. In realtà viaggiando ho imparato ad apprezzare ogni sfaccettatura di una persona non dando più peso a colore della pelle, religione, ecc. Vivendo sin da piccoli con il detto “moglie e buoi dei paesi tuoi” (quando lo sento urlo come un matto) si rimane “traumatizzati”.
      L’unico vero problema è che viaggiando e rimanendo per poco tempo in un posto, condividendo di conseguenza poche ore con quella persona, capita di non capire se potrebbe essere esattamente la mia metà. Magari rimanendo in un posto fisso per molto tempo e condividendo più tempo con una ragazza tutto può sembrare sicuramente diverso.

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      1. Io credo che il sentimento non nasca dalla conoscenza ma da qualcosa che scayta subito. Puoi stare un mese i tero con qualcuno e rirmarrà sempre un amivo. Invece magari conosci una persona e in quel secondo ti si apre l’universo dentro al cuore. Forse a te ancora non è successo e quindi fai riferimento alla quantità di tempo.

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