Da Ho Chi Minh ad Hanoi: il mio mese in Vietnam

Nell’immaginario collettivo i maggiori ricordi che abbiamo sul VIETNAM, sono dati dalla famosa e lunga guerra degli anni ’60 e ’70, dove con molta sorpresa gli americani non ebbero la meglio su questa popolazione nonostante la considerevole superiorità militare. Siamo stati letteralmente sommersi da documentari o film spettacolari di ogni genere su questo evento che devastò mezzo paese, mi vengono in mente i vari: Apocalypse Now su tutti, Full Metal Jacket ed anche una parte di Forrest Gump.

Con il passare degli anni, con un rapido sviluppo, questa nazione grazie alla forza dei suoi cittadini si è saputa rialzare, aumentando notevolmente il settore turistico e sfruttando a suo favore tutti i tesori presenti nel paese. Quando ho cominciato ad organizzare il mio viaggio, il Vietnam ha rappresentato sin da subito, uno di quei paesi da esplorare a pieno, lo desideravo e destava in me molta curiosità avendo in esso grandissime aspettative.

Entrare in Vietnam è molto semplice: per molti paesi, tra cui l’Italia, per un soggiorno inferiore ai 15 giorni non serve alcun tipo di visto, mentre per chi desidera intrattenersi fino a 30 giorni, come il sottoscritto, si può tranquillamente fare il visto online. Una facile procedura dal costo di 25 dollari e in meno di tre giorni lavorativi vi verrà rilasciato via mail il permesso (da stampare) per entrare in Vietnam, facendovi oltretutto risparmiare tempo al controllo passaporti. Importante è vedere bene per quali aeroporti è valido il visto, e soprattutto, se si entra via terra, da quali tipo di frontiere potete accedere nel paese.

Sono entrato in Vietnam ad Ho Chi Minh City, o Saigon se preferite chiamarla come i vietnamiti, con un volo low-cost Air Asia proveniente dall’aeroporto di Bangkok, Dan Mueang. Con 30 giorni a disposizione, scegliendo con cura le città da visitare, si può tranquillamente percorrere questo splendido paese da sud a nord, o viceversa se entrate da Hanoi. Saigon è la città dei motorini, se ne contano più di 6 milioni e non arrabbiatevi se mentre camminate sul marciapiede vi suoneranno per passare; purtroppo il ciclomotore in questa città la fa da padrone e l’unico consiglio è tenere sempre la testa alta e stare attenti. Questa città è un mix tra vecchio e nuovo, non esiste metropolitana (la stanno costruendo) ma è molto semplice muoversi con autobus o mototaxi molto economici. Due, o massimo tre giorni sono sufficienti per poterla visitare, e soprattutto gustare il suo street-food sparso in tutta la città accompagnato da una buona birra artigianale, dopo aver visitato i suoi musei di guerra e non solo, e le sue pagode.

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Da Ho Chi Minh partono numerose ed economiche escursioni di uno, due o tre giorni, per esplorare il centro del paese; oppure potrete optare verso sud nel Delta del Mekong, nelle città di My Tho e Can Tho. Quest’ultima merita senz’altro una notte da passare fuori, con la visita sia del mercato galleggiante sul fiume il mattino seguente, sia per vedere come la gente del posto viva grazie a questa risorsa naturale. Sicuramente la gita di un giorno più nota, che parte da Saigon, è la visita dei tunnel di Cu Chi. Questa affascinante escursione vi porterà a scoprire piccole gallerie sotterranee immerse nella foresta, dove i vietcong, durante la guerra, si nascondevano e tendevano imboscate ai soldati americani. Una vera e propria città sottoterra, e vi accorgerete di quanto fosse dura la vita per queste persone, ma scoprirete anche la loro forza e furbizia.

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La mia prima indecisione in questo paese è giunta dopo pochi giorni, quando ho dovuto decidere se cominciare ad andare pian piano verso nord, o spingermi ancora più a sud e rilassarsi al mare: nella seconda ipotesi un’isola da poter visitare è Phu Cuoq sita nel Golfo del Siam, la seconda è l’arcipelago delle isole Con Dao, abbastanza distanti, site nel Mar Cinese Meridionale. Entrambe sono paradisi naturali, la prima leggermente più turistica della seconda. Io ho deciso di dirigermi verso nord a Da Lat.

Le principali attività di questa modesta città sono senza ombra di dubbio i vari loop in motocicletta che si possono fare nel Vietnam centrale. Da qui potrete andare nella famosa statale Ho Chi Minh percorrendo strade piene di foreste che sovrastano questa regione. Da Lat è famosa per la presenza dei suoi Easy Rider, una società di motociclisti, autorizzata con licenza, hanno un giubbino per farsi riconoscere da quelli falsi; essi vi fermeranno per strada, ma non mettetevi paura, per chiedervi se vi interessa fare una gita giornaliera o di più giorni, in sella ad una Harley Davidson (o simile). Io ho scelto di andare intorno alla città per un’escursione in giornata e sebbene sia stato un po’ cara a livello di prezzo, devo dire che in compenso è stata molto soddisfacente. Ogni motociclista ha un diario personale, una sorta di TripAdvisor, scritto a mano dai vari clienti di ogni nazionalità; chiedetelo e ve lo mostreranno, dopo di che sarete voi a decidere.

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Spostandosi nella costa comincerete a trovarvi di fronte alle città, e di conseguenza spiagge da scegliere. Nah Trang è una città moderna, con una lunga spiaggia e numerosi locali dove potersi divertire. Sinceramente il mare non mi è piaciuto molto, forse perché qualche giorno prima del mio arrivo un piccolo uragano si era abbattuto su di essa. Essendoci devi voli diretti sia dalla Russia che dalla Cina, troverete tanti turisti di questi due paesi e di conseguenza numerosi negozi con scritte in cirillico ed in cinese. Per farvi capire la mole di turismo, considerate che c’è un parco divertimenti abbastanza noto su un’isola poco distante, con cui si arriva comodamente in funivia. Obbiettivamente non mi è piaciuta molto come località, ma se volete farvi una buona cena di pesce, andate fuori dal centro, verso il porto ed esattamente a Thap Bà; una via piena di ristoranti tipici, con prezzi più accessibili, turisti non se ne vedono e sembra tutto più autentico.

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Al contrario del turismo di Nah Trang, se volete concedervi qualche giorno di assoluto relax in mezzo alla gente locale, il mio consiglio è quello di andare sull’isola di Ly Son. Questo posto mi fu consigliato da un’agenzia turistica di Saigon, dove al massimo gli unici turisti che troverete sono i vietnamiti stessi. Al proprio interno non ci sono pub, discoteche, ristoranti chic, ma piccole trattorie di pesce e qualche bar. Con l’affitto di un motorino presso la vostra struttura di alloggio, che sono perlopiù hotel, potete tranquillamente girarla tutta, esplorando le spiagge nascoste, andare nei vari piccoli promontori e girovagando tra i terreni ricoperti dal prodotto più famoso di queste parti: l’aglio. Per raggiungere l’isola dovrete scendere con un bus a Quang Ngai, prendere un altro mezzo pubblico, o un taxi che vi accompagni fino al porto di Sa Ky; da qui la mattina alle 7.30, nel giro di un’ora, la speedboat vi farà sbarcare in questo piccolo paradiso. Se arrivate in aereo scendete a Da Nang e raggiungete da qui il porto. Per quest’ultima città, citando anche Mui Ne, vale lo stesso discorso di Nah Trang: spiagge, alberghi, locali ed insegne al neon ovunque.

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Andando sempre più a nord troverete due cittadine molto vicine tra di loro: la prima è Hoi An. Questa è probabilmente la città più incantevole del Vietnam. La sua parte storica e le sue shophouse in legno vi conquisteranno, e quando arriverà la sera, le lanterne che illuminano i suoi vicoli, vi faranno uscire matti e consumare la memoria della vostra fotocamera. Un bel consiglio che posso dare è di andare a mangiare almeno una volta al mercato, ove con pochi Dong potrete gustare delle vere specialità del Vietnam centrale, e non solo.

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Poco distante da Hoi An, la seconda località da visitare in un giorno, è Hué. Quest’antica città imperiale ha come attrazione principale la grande cittadella, considerando di girarla tutta in almeno in 4 ore. Affittando una bicicletta, potrete pedalare tranquillamente per la città, e andando lungo il fiume, raggiungere la suggestiva Pagoda dei Profumi e le varie tombe reali.

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Lungo la costa vietnamita, proseguendo verso nord, si incontrano innumerevoli località di mare. Sta a voi decidere se fermarvi in una di queste e farvi coccolare dalle onde oppure se cominciare a fare sul serio esplorando la parte settentrionale del paese. Sicuramente per chi proviene da sud, la prima tappa è Ninh Binh. L’ecoturismo racchiude tutto quello che di meglio può regalarvi questa provincia. L’escursione con una piccola barca a remi sul fiume Tam Coc è un’esperienza assolutamente da non perdere; si passa attraverso queste immense formazioni calcaree nel bel mezzo del fiume, passando sotto le grotte leggermente illuminate. Affittate anche qui un motorino, cercando di perdervi in questi meravigliosi paesaggi e quando in lontananza vedrete un drago che svetta tra le montagne, dirigetevi verso di esso ed una lunga scalinata vi accompagnerà per vedere dall’alto lo spettacolo che natura ci ha saputo regalare.

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Ninh Binh può essere considerata un preludio per la visita alla Baia di Ha Long. In circa 4 ore il pullman vi lascerà nel porto dove partono le crociere per la baia. Venire in una delle sette meraviglie del mondo naturale e non fare una gita in battello è un’eresia. Sono leggermente costose, ma si possono scegliere quelle di mezza giornata, con un gustoso pranzo sulla barca mentre ci si aggira tra le formazioni calcaree; insieme al pasto vengono anche offerte un escursione in kayak ed una visita alle grotte. Vengono proposte anche escursioni di due e tre giorni con pernottamento nel traghetto, addentrandosi nelle altre baie limitrofe. La città di Ha Long, a livello turistico, offre vari divertimenti: parco giochi, negozi, alberghi e locali notturni. Vivendo soprattutto grazie alle visite della baia, viene presa d’assalto soprattutto la zona di Bai Chay, mentre chi cerca un po’ di divertimento, il consiglio è di andarsene qualche giorno nella vicina isola di Cat Ba.

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Premesso che da Hanoi, mia ultima tappa di questo tour in Vietnam, vengono proposte tantissime escursioni di più giorni per la baia, Ninh Binh o verso nord, a Sa Pa. Proprio quest’ultima piccola cittadina è stata il proseguo dopo Halong Bay. Il trekking tra le risaie terrazzate e i villaggi delle varie minoranze etniche, è sicuramente la migliore attività che troverete in questa zona. Nella gremita piazza della città, con la piccola chiesa a fare da cornice, alcune signore dell’etnia Hmong vi fermeranno per proporvi escursioni nella zona circostante. Ovviamente non hanno licenza per svolgere l’attività, e il governo sta facendo una piccola lotta contro queste donne, ma a quanto sembra i turisti sembrano preferirle rispetto alle regolari agenzie, in quanto a giudizio di molti, le escursioni con queste signore si ha l’impressione di vivere un’esperienza più vera. Oltretutto parlano un discreto inglese e mentre camminate si aggregheranno con voi altre donne, solo per semplice curiosità. Considerate che Sa Pa è una delle città più fredde del Vietnam, in inverno la temperatura può scendere sotto lo zero, ma non preoccupatevi se vi siete dimenticati qualcosa per scaldarvi, ci sono negozi in ogni dove che vendono materiale per la montagna.

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Se volete vivere una bella esperienza, prima di tornare ad Hanoi, fate un salto nella provincia di Ha Giang. Qui le temperature sono migliori rispetto a Sa Pa, e i paesaggi che vi offrirà questa parte dell’estremo nord del Vietnam, non hanno nulla da che invidiare a quest’ultima. Il giro in motocicletta di un giorno, o anche due, intorno alla provincia è qualcosa di unico. Costeggiando quasi il confine cinese con lo Yunnan, farete su e giù tra le montagne e tornanti, rifacendovi gli occhi grazie agli splendidi panorami, anche perché parte del viaggio in moto lo svolgerete all’interno del parco naturale geologico. Il giro in un giorno, se avrete voglia, passa per Quan Ba e Yen Minh, conta circa 200 km e si può fare in 6 ore contando anche una piccola sosta per pranzo. Se invece volete continuare e dormire una notte fuori, potrete fermarvi alla città di Dong Van, per poi tornare indietro il giorno dopo. Tenete presente che non troverete grandi masse di turisti.

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Come già detto, Hanoi ha rappresentato la mia ultima tappa. La capitale vietnamita, con il suo movimentato quartiere vecchio non vi farà mai annoiare; i suoi locali e musei, ma soprattutto il suo street-food vi terranno sempre compagnia. A quanto pare qui, si dice si trovi il miglior cibo del sud-est asiatico ed essendo andato alla ricerca ed avendo provando molti piatti, posso solo confermare quanto detto. Rimarrete affascinati da Hanoi e dalla sua caotica quotidianità, tanto che nonostante tutto vi dispiacerà lasciarla. Verso sera andate vicino il piccolo lago al centro della città, dove molti ragazzi vi chiederanno di chiacchierare per migliorare il loro inglese e sapere di più sulla cultura di altre nazioni; a me è capitato due volte e devo dire che è stata una bella esperienza ed è un bel modo per passare un paio d’ore con gente del posto.

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Se dovessi esprimere un giudizio sul Vietnam, posso dire che è stato uno dei paesi più belli che abbia mai visitato. Il suo variegato e squisito cibo, il nero e saporito caffè, le belle e forti donne, la simpatia e cordialità della sua gente, una popolazione che ha impresso la cultura della famiglia e del lavoro. Prendendo inoltre in considerazione anche gli aspetti naturalistici, posso confermare che, alla lontana, è un paese che assomiglia all’Italia. Sicuramente diverso rispetto a Thailandia, Laos e Cambogia, lo si vede dai tratti somatici delle persone e anche dalla lingua, visto che utilizzano caratteri latini pieni di accenti.

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I prezzi sono leggermente alti rispetto agli altri paesi del sud-est asiatico, soprattutto sul fronte del cibo e dei trasporti; ovviamente non stiamo parlando di molto, ma i Dong (moneta locale) vi sembreranno uscire dal portafoglio con una certa velocità; mentre le sistemazioni per dormire sono molto economiche ed a tratti anche di qualità. Viaggiare con un bus notturno è di gran lunga la scelta migliore, anche perché, testandoli quasi tutti, sono migliori rispetto agli altri paesi indocinesi, risparmiando così i soldi per una notte, ma sicuramente dormendo qualche ora in meno per la scomodità ed i continui clacson. I motorini sono il mezzo di locomozione per eccellenza; molti turisti li preferiscono e li affittano anche per settimane, andandosene in giro per le città limitrofi. Nelle metropoli invece farsi dare un passaggio è molto economico, ed utilizzando le applicazioni Grab e Uber, risparmierete sicuramente qualcosa.

Il mio consiglio è quello di visitare questo paese. Investire i 25 dollari per stare più dei 15 giorni disponibili senza visto. Questo vi consentirà di scoprire a fondo la cultura vietnamita, l’influenza cinese e francese nel corso della storia, gli orrori della guerra, la loro ripresa, le sue bellezze naturali e assaporando l’immensa varietà gastronomica. Perdetevi in Vietnam e non ve ne pentirete.

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