29 giorni in Laos, tra spensieratezza e trasporti epici

La maggior parte delle persone alle quali inizialmente raccontavo il mio viaggio, non sapevano neppure dove si trovasse il Laos. Alcuni mi chiedevano se fosse a sud o a nord della Thailandia, altri se si trovasse in Asia o altri ancora non lo conoscevano per niente. Ha destato molta curiosità in me sin dall’inizio, uno di quei paesi non molto famoso a livello turistico, ma che sicuramente si è saputo riscattare in materia paesaggistica e stile di vita.

Non è molto difficile programmare un viaggio di un mese in Laos: le città da scoprire non sono tantissime,  e ovviamente di qualcosa dovrete fare a meno, in quanto i trasporti vi faranno perdere la maggior parte del tempo. Purtroppo le strade sono un grave problema, e rischierete, dopo tanti giorni, di uscirne matti.

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La mia entrata in questo paese è stata più semplice del previsto: a Phrae, una piccola cittadina posta al nord della Thailandia, ho preso un minivan, che in circa tre ore di viaggio, mi ha portato al confine di Muang Ngeun, lato Laos. Qui troverete veramente poche persone, pochi mezzi a disposizione che vi porteranno da una parte all’altra del confine, specialmente se arriverete nel pomeriggio. Molto semplice la procedura per ottenere il visto valido per un mese; al contrario della Cambogia, c’è un cartello ove scritti tutti i prezzi, in dollari, per il vostro paese di origine: per l’Italia 35 $.

A visto applicato sul passaporto, prendete un piccolo camioncino per passeggeri, che per pochi baht, o kip, se li avete già cambiati, e vi accompagnerà alla stazione dei bus di Muang Ngeun.

Se arrivate entro le 16, da qui partiranno dei minibus per Hongsa, la prima cittadina “importante” che dista circa 40 km. Se invece, come il sottoscritto, arrivate nel tardo pomeriggio, avrete due possibilità: cercare una camera in qualche guesthouse nelle vicinanze, oppure, come ho fatto io, chiedere a qualche persona locale di accompagnarvi ad Hongsa, dietro pagamento.

Questa prima cittadina che incontrerete è un buon punto per cominciare la vostra avventura in Laos. Non c’è molto da fare, se non prelevare un po’ di valuta locale e cominciare ad assaporare la vita laotiana. Da qui potrete spostarvi sia a nord, dove questo paese mostra il meglio di sé, oppure cominciare a dirigervi verso sud; dalla piccola stazione dei bus partono diversi mezzi per le destinazioni più importanti.

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Ho cominciato da Vang Vieng, distante circa 8 ore con un bus locale. Il bellissimo paesaggio per tutto il tragitto non vi permetterà di annoiarvi, anzi, comincerete proprio da qui a rimanere affascinati dall’immensità di verde presente in questo paese. Vang Vieng è la più nota località turistica del Laos; al suo interno presenta molti locali per giovani, agenzie turistiche e numerose strutture ricettive per ogni tipo di tasca. Avrete l’imbarazzo della scelta per le numerose attività che può offrire questa città: la più famosa è senz’altro il tubing; quest’attività consiste nel farsi trasportare dalla corrente del fiume, a bordo di una camera d’aria di trattore o camion. Ogni tanto troverete dei bar posti sulla riva del fiume dove bere degli shot e rigettarvi in acqua alla ricerca del successivo. Un vero sballo per i ragazzi, anche se, da quanto ho capito, sta passando leggermente di moda. Vang Vieng non è solo alcool e musica fino a tarda notte; intorno a questa località potrete fare numerose attività all’aria aperta, affittando bicicletta e/o scooter, fare il bagno in una bellissima laguna, kayak, scoprire grotte o arrampicata/trekking. I prezzi sono molto abbordabili e vi permetteranno di passare qualche giorno di divertimento.

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Vientiane è stata la tappa successiva. La Capital City, come viene affettuosamente chiamata dai locali, non sembra essere una capitale. Su una rivista lessi che è considerata più come un enorme villaggio e in effetti l’aria che si respira è proprio quella. Non aspettatevi lo stress da grande città, anche perché riuscirete a visitarla in una sola giornata. Qui si respira una leggera atmosfera francese, essendo un’ex colonia, e questo si ripercuote anche sul cibo, che troverete di buon gusto vicino all’area pedonale, sul Mekong, dove ogni sera potrete passare un paio d’ore tra giostre e numerose bancarelle.

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A Vientiane potrebbe cominciare il vostro dilemma. Andare a nord, est o a sud? In tutte e tre le scelte avrete a che fare con molte ore di autobus. Io ho scelto di visitare le due piccole città del centro: Thakhek e Savannakhet. Nella prima città sono arrivato di sera, ed è un buon punto per sostare durante la notte se pensate di continuare il vostro tour verso sud. In realtà molte persone si fermano qui per partire con una motocicletta e fare un loop (giro) di 2-3 giorni intorno alla provincia. Non essendo amante delle moto, ho deciso di visitare soltanto la città con il suo mercato notturno e continuare ad andare verso sud a Savannakhet.

Molti stranieri che abitano in Thailandia utilizzano questa città, con il suo punto di frontiera, per rinnovare il visto che permetterà loro di rientrare nuovamente nel paese adiacente. In questa località vengono organizzati delle escursioni che portano ad ovest, nella zona protetta di Dong Phou Vieng. Al mio arrivo però, ho trovato tutte le agenzie turistiche chiuse, compreso quello per le informazioni; non ho mai saputo il reale motivo, ma alquanto irritato, ho lasciato quella città abbandonata a se stessa. Non ne rimarrete affascinati, e l’unica cosa degna di nota è che, come la precedente, ha un mercato notturno sulla riva del Mekong.

Visitate le due città centrali, la tappa obbligatoria che dovrete assolutamente fare è a Pakse, distante circa 6 ore di pullman. In città non c’è nulla, se non qualche locale non alla moda come Vang Vieng, ma viene compensato con le numerose attrattive che si possono fare: loop in motocicletta sul Bolaven Plateau, o se volete, ad un prezzo di circa 12/15 $, vengono organizzati tour di un giorno, che vi porteranno a vedere le piantagioni del famoso caffè del sud del Laos, con annesse delle visite alle farm, le tre cascate più famose del paese e un paio di fermate nei villaggi che si trovano strada facendo. La maggior parte preferisce affittare lo scooter e farsi il giro dell’altopiano per conto proprio, soggiornando nelle homestay. In alternativa al Bolaven, vengono organizzati dei trekking di più giorni non proprio economici: potrete spendere dai 150 ai 280 $ a seconda del numero di partecipanti alla gita. Io ho scelto di fare quello di due giorni, con il trekking nella giungla all’interno del parco nazionale di Xe Pian, passando il pomeriggio e la notte in una casa nel villaggio di Kiet Ngong, dove, oltre al letto, vi verranno offerte cena e colazione, preparata dai residenti: un’esperienza spartana al 100%. Il trekking non è stato male, anche se mi aspettavo qualcosa di meglio; si cammina tra alti fusti e felci, tra stradine fangose e rocce, pranzando con riso, carne e verdure, rigorosamente con le mani, seduti a ridosso di un piccolo ruscello.

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Dopo un bel po’ di tempo passato in Laos, vi servirà del riposo, e non c’è niente di meglio che andare nell’estremo sud dove vi aspetteranno le 4000 isole del Mekong. Questi isolotti tropicali, all’interno del fiume, vi permetteranno di riposarvi su un’amaca all’interno della terrazza della vostra guesthouse. Con una bicicletta potrete visitare Don Det e Don Khon, collegate da un ponte a pagamento, andando in totale libertà nelle tortuose stradine presenti, visitando i villaggi rurali e le cascate.

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Prima di trasferirmi qui ho fatto un piccolo salto a Champasak, piccolo paese nel quale è presente il sito archeologico Khmer più famoso del Laos, dove per qualche ora vi sembrerà di stare in Cambogia. Questa piccola città, che per arrivarci dovrete prendere una piccola barca che vi porterà dall’altra parte del Mekong, è composta da due strade principali che portano nel sito. Con una bicicletta e in assoluta calma, potrete pedalare per circa 7-8 km, salutando i residenti posti davanti la propria abitazione ed ammirare il bel paesaggio che può offrirvi Champasak.

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Ritornare al nord è una bella impresa. Preparatevi duramente ad infinite ore di autobus locali, di fermate insensate e perdite di tempo continue. Sicuramente non vi annoierete, ma alla lunga sarete devastati. La mia prima lunga tratta è stata da Pakse a Phonsavan, con ben 17 ore di bus. Qui sono rimasto giusto il tempo per visitare la famosa e misteriosa piana delle giare, anche se sinceramente non ne vale molto la pena, essendo tra l’altro l’unica attività effettivamente presente a Phonsavan.

Da qui potrete continuare verso est per visitare una famosissima grotta vicino Sam Neua. Io, non essendo amante di questo tipo di attività, ho preferito andare ancora più a nord, a Luang Namtha, facendo, con un bus notturno, altrettante 17 ore. Qui, sicuramente, il trekking di più giorni è l’attrattiva principale che vi verrà proposta. Ce ne sono vari, dal singolo giorno fino ad arrivare a 5 giorni, dormendo nella giungla e visitando i remoti villaggi Akha e di altre minoranze etniche. Questa città, in fondo, è nota soprattutto per questo, ma io ho preferito fare del trekking altrove e affittare una mountain bike, che, con un loop di 40 km, mi ha permesso di esplorare i dintorni di Luang Namtha. I verdi campi di riso, le bellezze naturali presenti, i villaggi e i templi che si incontrano durante il percorso, vi permetteranno di passare una piacevole giornata, tanto che non vi renderete conto né di essere stanchi né, soprattutto, dell’intera giornata spesa a pedalare. Le agenzie vi offriranno anche questo servizio di escursione in bicicletta, ma si può risparmiare tantissimo reperendo una mappa, anche perché il tutto è veramente anche molto sicuro.

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Da Luang Namtha a Phongsali troverete un piccolo ostacolo che si chiama Cina. Il bus che fa la strada più corta può essere preso soltanto dai locali, in quanto per un accordo tra i due Stati, il percorso passa attraverso lo Stato cinese. Quindi, o avete il visto oppure dovrete tornare indietro ad Udomxay, passare una notte qui, in questa città dove non c’è quasi nulla da vedere, e prendere lo sganghenato bus locale pieno di persone e pacchi, che in 12 ore vi porti, tra migliaia di curve e buche, a Phongsali, piccolo paese posto a 1400 metri di altitudine.

In questa graziosa e fresca cittadina troverete al massimo un paio di agenzie che vi proporranno diversi trekking. Si può scegliere anche qui sulla base di uno o più giorni: andare nella giungla o nelle famose piantagioni di thè, visitare villaggi sperduti nelle montagne oppure semplicemente esplorare ciò che circonda questa località. Ho passato due giorni: il primo andando su e giù, esplorando un piccolo villaggio tra le montagne e camminando nei vicoli tra case in legno in stile yunnanese; Il secondo ho fatto un bel trekking tra i villaggi, giungla e piantagioni di thé ad un prezzo veramente economico. Ricordate che l’escursione di questo tipo in Laos è considerata illegale, per cui dovrete sempre affidarvi ad un’agenzia.

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Ho tenuto il meglio di questo paese all’ultimo, andando a Luang Prabang. Probabilmente questa è la città più famosa della nazione, e, oltre ad essere molto affascinante, è anche a grandezza d’uomo. Molto facile e piacevole da girare, e per nulla stressante, con molte alternative per passare minimo tre giorni tra storia e natura. Senza dubbio, almeno un giorno, dovrete fare lo sforzo di alzarvi all’alba per vedere il Tak Bat, l’elemosina chiesta dai monaci ogni mattina ed una mezza giornata dovrete passarla alle cascate Kuang Si, dove vi rilasserete all’interno delle fresche piscine naturali. Io ho corso la mezza maratona organizzata dalla Run for Children, con la quale, oltre alla gara da 21 km, si poteva partecipare anche a quella da 14 km e da 7 km, quindi fattibile per tutti.

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Da Luang Prabang ho preso uno sleeping bus che in nottata mi ha portato al confine, dove da lì, sempre tutto organizzato, un minivan mi ha portato fino a Chiang Mai. Il confine di Houay Xay, da Luang Prabang, può essere raggiunto anche con le slowboat, ossia dei piccoli battelli, pieni di gente e non proprio economici, che vi porteranno in circa 2 giorni di viaggio sino al confine thailandese, o viceversa, qualora stiate entrando in Laos. I paesaggi sono incantevoli, ma io, avendo avuto l’esperienza cambogiana con la barca, ho preferito sorvolare.

Un’esperienza non proprio economica, ma adrenalinica, è la Gibbon Experience, ovvero andare su una zip-line posta al di sopra di un parco nazionale e vedere dall’alto le specie animali e tutta la meraviglia che può offrirvi un’esperienza del genere.

In Laos la valuta locale è il KIP, dove 1 € equivale a circa 10.000 kip e non esistono monete, ma soltanto banconote. A livello di trasporti mettetevi comodi e preparatevi a viaggi epici: arrabbiarsi non porta a niente di buono, anzi, vi rovinerete la vacanza. Le strade sono un grave problema, e, oltre ad essere poche, sono anche fatiscenti. I trasporti non sono molto economici e potrei paragonarli, a livello di prezzo, a quelli della Cambogia, ma, rispetto a quest’ultima, quanto meno partono in orario. Portatevi con voi banconote da piccolo taglio, in quanto i bagni che troverete lungo la strada sono quasi tutti a pagamento.

Il cibo Lao è veramente ottimo: non è molto variopinto e non ci sono tantissime specialità. È sicuramente diverso da quello thailandese; preparatevi a mangiare quantità di sticky rice (riso glutinoso), salsa chili, uova svuotate e poi riempite di nuovo e pollo in tutti i modi. Il cibo è leggermente più caro rispetto a quello thai.

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Gli alloggi sono economici, ma a questo risparmio molte volte ho trovato un disservizio. Si passa dallo scarso igiene, alla mancanza di acqua calda oppure un Wi-Fi quasi nullo, fino all’assoluta mancanza di dialogo, in quanto molte volte la lingue inglese è un optional.

Il Laos ha comunque il suo fascino: rimarrete incantati dai suo paesaggi, dallo stile di vita di queste persone che non amano molto lavorare, dalla loro disponibilità nell’aiutarvi e dalla loro simpatia; ricordatevi di non andare di fretta perché per il popolo Lao lavorare troppo fa male al cervello. Come ho già scritto sulla mia pagina Facebook, non passateci soltanto intorno, ma visitatelo in un modo o nell’altro e ne rimarrete piacevolmente soddisfatti.

 

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