Pineta di Castel Fusano: l’orgoglio di Roma Ovest

Ogni romano, residente nel litorale romano e dintorni, non può che nutrire un affetto particolare per la Pineta di Castel Fusano. Le innumerevoli passeggiate, scampagnate, corse fanno sentire vivo ogni giorno questo Parco Urbano, divenuto non solo un simbolo per la parte ovest della città, ma in generale per tutta Roma.

Girare in pineta è un must per i litorali, a poche decine di metri dal lungomare, i numerosi sentieri e le strade chiuse al traffico locale, fanno sì che tricicli e passeggini sfreccino tra questo polmone naturale con totale noncuranza; papà devoti insegnano i loro figli ad andare sui pattini, smontano quelle rotelle dalla bicicletta regalata a Natale, simbolo di crescita, di coraggio e fiducia; nel bel mezzo del verde si può assistere a combattimenti coccolosi tra cani di vario razze; runner di vario genere, dal più anziano al più grasso, tutti possono fare sport, nessuno viene escluso, la pineta regala il suo spazio a chiunque e non giudica. Un parco tutelato, controllato e soprattutto rispettato dove poter vivere momenti di relax e divertimento in qualsiasi parte della giornata.

Ricordo quando da bambino andavo in biciletta con mio padre in mezzo ai sentieri mentre lui correva, erano giornate bellissime per un bambino, passare la giornata con il proprio eroe era motivo di orgoglio. A distanza di tanti anni molto spesso durante i miei allenamenti all’interno della pineta mi imbatto piacevolmente in situazioni di ricordi e spensieratezza. Incontro con piacere artisti strimpellati che decidono di imparare a suonare la chitarra, come volessero invocare una dea tra i boschi che non si farà mai viva. La maggior parte dei casi decido di voler intraprendere un percorso con un chilometraggio ben delineato, molte volte invece lascio che siano le gambe a decidere dove andare, quale strada percorrere. Il lusso e la voglia di perdersi tra la sempreverde Macchia Mediterranea ti regala quel senso di assoluta tranquillità, la consapevolezza e la fortuna di essere fuori dal caos, fuori da ogni dileguata confusione mentale, la speranza di uscire fuori dal bosco e vedere che qualcosa sia cambiato. Incontri le prime persone in bicicletta, cani che portano a spasso padroni, runner affaticati e passeggiatori assidui. Più in là, però, tutto è come prima, traffico, lavavetri, arroganza, banalità e un pizzico di schizofrenia pubblica.

Durante l’anno si può assistere a numerose gare organizzate tra le strade di Castel Fusano. Molti sono i partecipanti e ogni volta si respira un’aria serena, come si volesse non solo praticare sport, ma passare una mattinata in compagnia con amici che condividono lo stesso interesse. Quest’ultima gara organizzata da Emergency, ormai giunta alla quinta edizione, io alla terza presenza, oltre ad essere una bella iniziativa, ha donato alle persone presenti quello che si pensava, ovvero una giornata di sorrisi, battute e famiglia; una piccola corsa non competitiva, una bella giornata padre-figlio come i vecchi tempi ed una gara competitiva da 10 km, la quale partecipando ho stabilito il mio record personale di 44.46, anche grazie al mio compagno di squadra Andrea che mi ha tirato il collo negli ultimi 1500 metri.

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Pochi giorni dopo decido di nuovo di ritornare sul luogo del delitto. Il caldo e la tranquillità fanno sì che nell’aria si respiri l’imminente stagione estiva; decido di partire dalla Longarina, quartiere limitrofo ad Ostia Antica, lungo la pista ciclabile, che attraversando il canale dei Pescatori, mi porta all’ingresso della pineta. Svolto a sinistra per lo sterrato di via del Circuito fino ad arrivare sulla Cristoforo Colombo; qui una piccola sosta causa macchine in velocità è d’obbligo, ma una volta superata, dopo poche centinaia di metri rientro nuovamente in pineta da via di Castel Porziano. Lungo questa strada sterrata sulla sinistra potrete vedere il basolato dell’antica via Severiana che portava gli antichi romani da Fiumicino a Terracina, uno di quei pochi resti antichi ancora presenti ed evidenti. Arrivato al piazzale del Cinghiale, mi dirigo verso la Litoranea attraverso la meravigliosa e silenziosa via della Villa di Plinio; ritorno indietro passando dal lungomare e preso da via dei Transatlantici dove il sole ricomincia a fare il suo dovere, arrivo fino al rettilineo di viale Mediterraneo che porta nel piccolo “spiazzale delle bachece”, il punto centrale di ritrovo e rientro alla base lungo la nuova pista ciclabile di via di Castel Fusano. Solitamente questo è il percorso che prediligo per i miei allenamenti estivi: il sole quasi al tramonto, la parte di ombra e le fontanelle lungo la strada mi permettono di arrivare a fare quasi 18 km.

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Probabilmente il miglior posto per condividere da soli e in compagnia un paio d’ore di sano sport.

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