Borgo Hermada-Pedagnalonga: il binomio perfetto

Qual è il segreto de La Pedagnalonga? Sicuramente l’organizzazione e la varietà di percorsi legati a questo evento. Persone di ogni età, atleti ben o poco allenati possono essere coccolati da questa competizione che ogni anno, nel fascino dell’Agro Pontino, più precisamente a Borgo Hermada, in provincia di Latina, può vantare un notevole interesse e partecipazione. Da ben 44 anni La Pedagnalonga, ogni anno nel mese di aprile, permette ai suoi partecipanti di attraversare i poderi di questo territorio. Oltre ai runner, che possono scegliere se cimentarsi in una gara da 10 km o nella mezza maratona con medaglia al collo finale, possono partecipare anche i cosiddetti walker, ovvero persone non allenate, donne, uomini, bambini e anziani, che, passeggiando, potranno attraversare i vari punti ristoro e i poderi caratteristici, gestiti dalle famiglie del borgo, le quali fanno degustare prodotti tipici dell’Agro Pontini ai vari passanti.

Situato a circa 100 km da Roma, poco prima di arrivare a Terracina, Borgo Hermada è uno dei borghi più grandi e vivaci dell’Agro Pontino. Nato durante la bonifica avvenuta nel periodo fascista, si estende su una vasta area rurale che fornisce alcune delle ghiottonerie più buone della regione laziale.

Il borgo, per i podisti, deve la sua notorietà a La Pedagnalonga, oggi giunta alla 44° edizione. Il tracciato di questa gara è singolare e suggestivo, caratterizzato da un mix di tracciato tra sterrato, erba ed asfalto, attraverso i poderi presenti nelle frazioni circostanti Borgo Hermada. La bellezza di questa gara viene ampliata dalle semplici persone che si incontrano lungo tutti i chilometri.

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La competizione in sé per sé regala attimi di panico, assomigliando in alcuni tratti per lo più ad una campestre, in particolare quando si attraversano i sentieri sull’erba appena tagliata, quando iniziano i restringimenti della strada all’entrata dei vari poderi e quando si transita nei piccoli ponti, prestando anche un’ulteriore ghiotta attenzione ai signori di una certa età, che all’ingresso delle loro tenute, vengono ad offrirti vino rosso e abbacchio. Lo scorso anno partecipai a questo evento da solo. Quest’anno la mia amica e compagna di squadra Giulia è venuta a farmi compagnia, seppur abbia deciso a suo malincuore, causa fastidi fisici, di gareggiare nel tratto più breve dei 10 km. Nonostante le difficoltà del percorso, la strada è totalmente pianeggiante, il che permette di poter sfilare qualche record personale anche sulla mezza maratona.

Ero in preda ad una piccola crisi alimentare, tra il 13° ed il 14° km, quando nella mia strada incontrai un signore, di circa 80 anni, seduto su una di quelle sedie in legno classiche, che ancora oggi, nonostante ci si balli sopra, sono lì a regnare incontrastate nei freschi saloni delle case di paese dei nostri nonni; lui era lì, come una valorosa sentinella littoria e sorvegliare la sua proprietà. Coppola in testa, appoggiato su un bastone quasi dormiente. Cauto nel suo dormiveglia, in preda ai suoi sogni romanzati di quei tempi che furono, di quando disinvolto e belloccio con i suoi calzoni alla zuava pieni di toppe, ascoltava alla radio le intrepide avventure del Che Guevara in terra cubana. Viene svegliato incautamente dagli autorevoli passi arroganti dei runner, che inconsciamente si permettono di scrollare dal proprio sonno il Commendatore dei Poderi Pontini. Una minaccia dell’anziano signore non tarda ad arrivare a chi si concede la libertà di azzardare qualche battuta fuori posto sul suo stato. L’incauto signorotto è pronto prima ad additare e poi a bacchettare con il bastone ritto a 45 gradi: ed ecco lì che l’offerta del buon vino viene meno. Oltre ai fedeli veterani del borgo di vario genere ci si imbatte anche in: frotte di bambini ingenui e divertiti dalla corsa, cani impettiti in guardia del loro territorio, signore in tenuta casalinga con grembiule intriso di sugo. Non mancano panini con porchetta e formaggi tipici per chi ha scelto la passeggiata, braci ardenti e profumo di agnello che non andavano d’accordo con la fame che mi portavo dietro da qualche chilometro.

Concludendo la mezza maratona con un altro personal best, sotto 1 ora e 44  minuti, vengo privato anche dal Pasta Party finale. Il motivo? La mia simpaticissima amica Giulia purtroppo non è riuscita a battere il suo piccolo record sulla 10 km e di conseguenza mi ritrovavo minacce da parte di Simone, un altro compagno di squadra, il quale commentava delle foto pubblicate prima della partenza: “niente record, niente cibo”. Decido così di stare fermo sulla decisione del mio omonimo compagno di squadra e di non mangiare, nonostante gli odori di pasta all’amatriciana si immettevano nelle mie narici.

Andando via mestamente dalla provincia di Latina, tra me e me riassumevo la giornata: nonostante una serie di vizi e stravizi avuti nelle sere precedenti la gara, in una via di mezzo tra un Fantozzi ed un calciatore brasiliano durante il carnevale, e nonostante l’aver visto le varie prelibatezze durante e dopo la corsa, La Pedagnalonga 2017 ha portato la conferma dei miei miglioramenti, sintetizzando così la tanta fatica ed i continui sacrifici in un sorriso con medaglia.IMG-20170423-WA0003

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