La scelta implica il coraggio

Quanti di voi almeno una volta nella vita avranno detto ad alta voce, o anche solo pensato: “BASTA! MOLLO TUTTO E ME NE VADO!”? Non voglio dire quasi tutti, ma abbastanza di voi. Ora, in quanti lo hanno esclamato soprattutto nei periodi in cui tutto sembra andare storto? Quando anche il tuo cane sembra avercela con te, quando non sembra esserci più rimedio se non quello di fottersene, mollare ogni cosa e trasferirsi in qualche isola paradisiaca, magari in Polinesia, o aprirsi un bel chioschetto sulla spiaggia in Costarica. Ora, non voglio essere ripetitivo, ma permettetemi di porvi un’altra semplice domanda: quanti di voi hanno pensato di preparare una valigia o uno zaino, insomma quanto basta, per partire in quella precisa circostanza ove tutti i pianeti sono allineati e tutto vada bene, proprio nel momento esatto in cui si pensa di avere una vita fortunata fatta di agi, amici leali, una bella famiglia, buona posizione lavorativa.

Durante questi mesi ho incontrato diverse persone negative, le quali vivono una vita piatta, non amano lo sport e soprattutto non hanno interessi. Mi chiedo come impegnassero le loro giornate al di fuori del lavoro. Poi ci sono arrivato e ho capito che il loro unico scopo è di criticare e/o giudicare gli altri.

Ecco alcune delle varie personalità:

  • Vorrei ma non posso: non puoi perché non ti va di farlo;
  • Vorrei ma non ho abbastanza denaro: classica scusa dei soldi; per loro in realtà vale la medesima risposta di quelli precedenti e probabilmente ancora non hanno capito che le vere ricchezze sono all’interno del proprio cuore e nel modo in cui si affronta la vita in maniera positiva.
  • Beato te che hai tutti questi interessi: perché BEATO IO??? I miei interessi non sono impossibili, non sono pericolosi, forse abbastanza faticosi, quello è vero.
  • Ormai ho messo su famiglia e non ho tempo: non te l’ho detto certamente io di sposarti e fare figli; va bene, è la natura ed ognuno di noi ha le sue priorità nella vita. Sicuramente non è semplice essere genitore e non voglio giudicare nessuno per questo, ma la maggior parte di queste persone prima non viveva una vita di straordinaria follia. Personalmente non vedo l’ora di avere un figlio per poter viaggiare, correre e fare molte altre cose insieme a lui ed insegnargli a vivere una vita piena di scoperte, e non solo la semplice passeggiata al parco.
  • Non ce la faccio: quanto meno hanno provato a fare qualcosa, magari fatta male, ma già è qualcosa.

Poi, fortunatamente, ci sono le persone positive: quelle che viaggiano, praticano sport, da soli o con la famiglia e mettono passione in tutto quello che fanno. Con il tempo ho imparato ad avvicinarmi e circondarmi con persone di questo tipo, perché assomigliano più a me ed hanno molto da raccontare.

Forse mi sono dilungato troppo, o forse no, ma oggi ho voluto condividere il mio pensiero, proprio quando mancano 3 mesi alla mia fatidica partenza ed al mio piccolo PROGETTO. Proprio così, avete letto bene, ho scelto di fare quello che amo in modo libero, mollando momentaneamente quello che mi circonda.

Tutto è cominciato con lo scavarmi dentro: mi accorgevo come il mio buon lavoro mi rendeva insoddisfatto; notavo come tutto intorno a me cominciava a risultare noioso: la città, i quartieri dove ho trascorso la mia infanzia, l’adolescenza, gli amori… tutto ad un tratto il posto dove vivevo cominciava a starmi stretto. Ho iniziato così in parte ad isolarmi e a provare un interesse notevole ai viaggi zaini in spalla, la corsa in solitaria, la fotografia e al condividere esperienze ed avventure tramite una pagina internet. Notavo che il solo leggere e il sognare di visitare quei posti che guardavo in foto mi faceva sentire vivo; oppure il vedere un amico che correva una maratona particolare, riusciva a farmi sentire quasi invidioso di non essere lì in quel momento. Non ho resistito e alla fine il coraggio ha prevalso su ogni cosa. Ho dato il via così alla mia radicale scelta: ho cominciato a spendere meno soldi su cose che risultavano superflue; andavo in giro in negozi mirati per comprare tutto ciò che mi occorresse per questa avventura; ho iniziato a studiare vari argomenti su come documentare il tutto tramite un blog personale, partendo dal web marketing al linguaggio informatico, dai social alla lingua inglese, e, purtroppo per me, anche qualcosa di grammatica italiana. Ho preparato un itinerario che associasse il podismo svolto in luoghi particolari assieme ad un viaggio avventuriero; ho instaurato amicizie con gente multietnica in modo da avere la giusta conoscenza e consigli sui paesi che andrò a visitare. Constatavo che tutto questo creava stupore a chi mi stava accanto: le persone intorno a me, anche se mi conoscevano da poco, cominciavano a seguire le mie corse amatoriali. Forse si immedesimavano o forse ero solo bravo a raccontare quello che facevo suscitando emozioni. Senza volerlo veramente riuscivo a trasmettere qualcosa di veramente positivo e ciò mi faceva sentire bene.

Ho coordinato queste due passioni, unendo la corsa associata al viaggiare; ho acquistato una nuova macchina fotografica digitale, un bel paio di scarpe tricolori ed ho dedicato tempo per la scelta del nome al famoso blog, dove nel frattempo ho cominciato a pubblicare dei post su gare svolte adiacenti alle zone ove vivo. Cercando di trasformare il mio sport, o il mio hobby se preferite, in un piccolo lavoro.

Ho realizzato così il mio primo articolo sulla Maratona di Roma riscontrando un discreto successo nel narrare la mia emozionante prestazione. La carica trasmessa dai miei pochi followers ha fatto in modo da richiamare il coraggio, grazie al quale ho deciso di dare un’altra opportunità al mio destino, ho scelto una città di partenza, una data ed ho premuto INVIO sulla dicitura “ACQUISTA BIGLIETTO”, con la sola enorme differenza, rispetto a tutti gli altri fatti fino ad ora, che il biglietto in questione è di sola andata.

2016-11-13 08.10.07

Per dovere di cronaca, contestualmente al biglietto (a proposito, andrò inizialmente a Bangkok), mi sono anche iscritto alla mia prima gara podistica asiatica. Si svolgerà il 6 agosto all’interno del sito archeologico di Angkor Wat in Cambogia; correrò le altre maratone o mezze-maratone strada facendo, trovandole durante il mio percorso da viaggiatore. In particolar modo, il mio progetto sarà raccontare com’è correre in alcuni paesi dell’Asia, dalla Thailandia al Vietnam, dall’India al Nepal; scoprire le emozioni che si provano correndo in un continente totalmente diverso da quello occidentale e i punti dove potermi allenare in modo costante e con gente sconosciuta; racconterò anche le mie piccole avventure durante il viaggio: gli spostamenti che mi porteranno nelle varie parti del mondo, le sensazioni che proverò durante un allenamento o una gara fuori dal comune, l’umorismo nel narrare un particolare avvenimento non solo podistico, anche perché, parlando soltanto di corsa, risulterebbe noioso e troppo categorico. Cercherò di avere una spinta interiore non legata ai risultati, ma al senso di soddisfazione che porta il concludere una gara sulla lunga distanza all’interno di un viaggio molto lungo, ispirandomi in parte al libro “L’arte di correre” di Murakami.

L’ASIA, quindi, non è poi così lontana, non sarà così particolarmente pericolosa per correre ed un anno non è poi così lungo. Il 19 luglio è dietro l’angolo e proprio quel giorno comincerà la mia vera e nuova Fabula.

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2 risposte a "La scelta implica il coraggio"

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  1. Quella del “beato te” è quella che odio più di tutte! Sono capitata su questo articolo per puro caso, ti faccio un enorme in bocca al lupo per il tuo progetto, per fare cose grandi, per uscire dalla zona di comfort c’è bisogno di coraggio, bravo!

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